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TITOLO: Here before you FANDOM: Guns n’ Roses PAIRING: Izzy/Axl… - Janie and Izu's slash works [entries|archive|friends|userinfo]
Janie and Izu's slash works

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[May. 16th, 2006|11:33 pm]
Janie and Izu's slash works

slash_attitude

[janie_tangerine]
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TITOLO: Here before you
FANDOM: Guns n’ Roses
PAIRING: Izzy/Axl
RATING: Pg-13
DISCLAIMER: Izzy non è mio, Axl non è mio, la macchina di Slash non è mia, il centro commerciale non è mio XD e chiaramente si parla sia per Janie che per Izu XD
RIASSUNTO: Izzy deve assolutamente comprare una cosa al centro commerciale entro due ore; peccato che ci siano i saldi e la lotta per il parcheggio sia dura e difficile…
NOTE: ok, questa è pure demenza e follia, ma lamentatevi con Izzy che è riuscito a scrivere una canzone su come ha fregato il posto al parcheggio a qualcuno XD





Yeah I was here before you
No matter what you do
You think about that first
Yeah I was here before you
I'm already started
I'm fired up to go


Izzy Stradlin’-Here before you



Izzy stava guidando, non eccedendo il limite di velocità, ma standoci abbastanza vicino. Le sue mani si stringevano intorno al volante della vecchia Ford di Slash. Rabbrividiva al pensiero di quello che aveva dovuto passare per farsela prestare; nonostante fosse vecchia e si fermasse un giorno sì e l’altro pure, era l’unica macchina che avevano a disposizione, e il signor Hudson era molto restio a lasciarla guidare a qualcun altro. Ci era voluta la buona parola di Duff e Steven insieme per convincerlo a dargliela per due ore, ed era già stato tanto. Cazzo, aveva fatto troppo, troppo, troppo tardi, erano le quattro, ed entro le sei doveva essere a casa, perché altrimenti avrebbe fatto la figura peggiore della sua vita e non se lo poteva permettere. Purtroppo era periodo di saldi ed era l’ora meno indicata per fare quello che doveva, ma era stato cretino a non muoversi prima e ora doveva sopportarne le conseguenze. Per fortuna che al ritorno Slash, Duff e Steven sarebbero stati fuori per cercare un ingaggio in qualche locale, almeno non avrebbero fatto domande. Quello che sarebbe successo era affare strettamente suo, e non voleva che nessuno sapesse niente fino a quando non fosse tutto finito. Girò lungo la superstrada e prese la via che doveva. Strano, era tutto abbastanza vuoto. E non era un segno positivo. Andò dritto, ed eccolo davanti a lui, il Wallmart cittadino, un abnorme edificio di quindici piani, pieno di negozi, dal quale usciva ogni tipo di luci. Izzy iniziò a preoccuparsi, aveva sempre odiato quel genere di posto, ma non aveva niente da fare; era domenica e altri negozi aperti, per quello che voleva prendere, non c’erano. Cioè, non sapeva neppure lui di preciso cosa doveva prendere, ma avrebbe visto. Perché ora arrivava la parte difficile.

Si frugò in tasca mentre era nella fila per entrare nel parcheggio, tirò fuori dieci centesimi per il ticket, lo infilò nella macchinetta e appena il prezioso foglietto fu fuori, lo afferrò e diede un’accelerata alla macchina sperando che non morisse proprio lì, perché era la guerra, e doveva vincerla.

Purtroppo non fu abbastanza.

Nel giro di pochi secondi si ritrovò in mezzo a macchine velocissime, molto più della sua, che sfrecciavano davanti a lui senza pietà, e occupavano tutti i posti liberi che riusciva a vedere.

Cazzo, cazzo, cazzo.

La Ford era piccola, doveva trovarlo, un buco, anche se in quel parcheggio c’erano almeno altre cinquecento macchine che cercavano posto. In velocità non poteva batterle, e allora avrebbe cercato di farcela con la discrezione. Andò un poco avanti, sperando di trovare un posto il prima possibile. Cazzo, aveva anche dovuto pagare la benzina, e più ne sprecava e peggio era. Ad un certo punto lo vide.

Ad una decina di metri c’era un posto miracolosamente vuoto. Diede immediatamente un colpo all’acceleratore, quando dall’altro lato della strada un’altra macchina si infilò cinque secondi prima di lui.

Non ci vedeva dalla rabbia.

Abbassò il finestrino e guardò verso il conducente.

“Ma l’avevo visto prima io!”
“Mi spiace amico, sono arrivato prima di te.”

Izzy rimase momentaneamente spiazzato, ma non trovò niente per rispondergli. Tirò su il finestrino con quella maledetta manovella rotta, e tornò alla ricerca.

Accese una sigaretta e riprese a guidare. Doveva pur snervarsi in qualche modo. E davanti ai suoi occhi apparve un altro meraviglioso spazio vuoto. Bene, benissimo… fece per accelerare, stavolta non poteva permettersi sbagli, quando la macchina iniziò a fermarsi e ripartire.

Oh, no.

Purtroppo quando faceva in quel modo bisognava rallentare, altrimenti partiva qualcosa nel motore, e purtroppo Steven era l’unico in grado di rimetterlo in sesto quando succedeva, e fu con molta rabbia che vide una Citroen infilarsi nel suo posto. No, no, no…

La maledetta Ford riprese a camminare decentemente solo dopo dieci minuti, e Izzy riprese a girare per il parcheggio. Cavolo, era intelligente andare di domenica al Wallmart, soprattutto la settimana in cui iniziavano i saldi. Idiota a lui, che non aveva provveduto prima. Diavolo, era la sua buona possibilità e la sprecava in quel modo. Se non ci riusciva, era finito. Ormai stava perdendo le speranze, quando vide una jeep che stava per entrare in un posto enorme che si era appena liberato.

Tutte le sue remore svanirono nel nulla, quella era una guerra, no? E in guerra e in amore tutto è lecito, no? Pregò il dio delle macchine che la Ford facesse il suo dovere e che Slash non lo uccidesse, spinse nuovamente il fatidico pedale, e stavolta andò bene.

La Ford fece uno scatto in avanti e con una manovra da manuale Izzy si infilò nel posto lasciando l’autista della jeep molto, molto arrabbiato.

“Ma razza di testa di cazzo, ci stavo entrando io!”
“Mi spiace amico… sono arrivato prima di te.”

L’autista della jeep restò a bocca aperta senza riuscire a dire nulla, Izzy scese dalla macchina e dopo aver chiuso a chiave, lo salutò e si avviò verso l’entrata del mall, a ottocento metri di distanza.

Appena entrato nel centro commerciale, quasi svenne. Venne travolto da una massa di persone piene di pacchi e pacchetti, di cibo comprato al fast food, carrelli, popcorn per andare nella sala cinematografica interna e così via. Gli stava venendo da vomitare. Detestava stare in mezzo a quella folla, l’unica folla che gli poteva piacere era quella dei concerti, non quella specie di massa informe adepta della religione dell’usa e getta. Ma adesso era dentro e doveva agire. Prima di tutto, controllò le sue finanze. Aveva in tasca tutti i soldi che possedeva, e sperava che non fossero troppo pochi…

Venticinque dollari.

Bella fregatura, pensò camminando per una piazzetta piena di negozi. Cosa poteva prendere con venticinque fottutissimi dollari senza restare in bancarotta e dover chiedere prestiti a Duff? Purtroppo non poteva rimandare e aspettare che gli arrivasse qualcosa dal prossimo concerto al prossimo locale, era in quel momento o mai più. Le poche idee che aveva avuto richiedevano perlomeno cinquanta dollari di base. E non poteva andarsene a mani vuote, no, non poteva. Porca miseria… girò tutti e quindici i piani del centro, senza trovare una cosa che potesse funzionare. Diavolo, allora era fregato. Non poteva andare a dire che…

Si fermò posando gli occhi su una vetrina.

Era perfetta, assolutamente perfetta, e costava solo dieci dollari. Non riusciva a crederci.

Che botta di fortuna.

Aprì la porta del negozio e corse all’interno, uscendone pochi minuti dopo con un bel pacchetto in una busta.

Già si sentiva meglio.

Tornò alla macchina, girò le chiavi sperando e pregando che partisse. Era andato tutto meglio di quanto sperasse, e non poteva scatenare l’ira funesta di Slash proprio quando ci era riuscito.

Fortunatamente il maledetto veicolo partì senza troppi guai, e Izzy, dopo aver appoggiato la busta sul sedile, fece retromarcia e uscì da quel posto infernale, dirigendosi verso casa. Era ora, sì.

---

Ancora il telefono. Era la ventesima volta quel giorno. Ma perché non gli dava pace? Axl alzò la cornetta sperando che non fosse ancora lui.

“Pronto?”

Dopo un secondo, appena sentita la voce dell’interlocutore, abbassò la cornetta. Porca puttana, perché doveva essere solo a casa esattamente quando gli serviva che qualcun altro rispondesse e gli dicesse a chiare parole che non doveva chiamare? Quella giornata era già passata in maniera abbastanza schifosa, ci mancava solo lui a rovinargliela.

Ok, era stato lui a non dire a nessuno che il sei febbraio era il suo compleanno, ma non gli andava di festeggiare. Si sentiva stanco morto, ultimamente le sue speranze di trovare un contratto erano decisamente calate, i soldi scarseggiavano, in quel cavolo di appartamento dovevano stare in cinque quando era fatto per massimo due persone, e a ventitré anni appena fatti si sentiva come se ne avesse il triplo. Cavolo… e in ogni caso nessuno se ne sarebbe ricordato, quindi che problema c’era? Il telefono suonò ancora e tirò su al cornetta, per poi sbatterla sull’apparecchio due secondi dopo. Cazzo, perché non lo lasciava in pace? Non gli era bastato tutto quello che era successo per vent’anni, cosa diamine voleva? Cioè, sapeva perfettamente cosa voleva, ma sarebbe morto prima di accontentarlo. Stava seriamente per esplodere quando sentì la porta che si apriva. E chi era adesso? Non erano andati tutti a cercare l’ingaggio?

“Chi è?”
“Sono io!”
“Izz? Ma non eravate tutti fuori?”

Izzy si diede una botta alla testa. Cavolo, aveva detto a Duff di dirgli che anche lui andava con loro… beh, ma avrebbe scoperto presto la verità.

“Beh, ecco…”

Non riuscì a finire la frase perché squillò il telefono.

“No, non di nuovo…”

Izzy nel sentire la voce di Axl iniziò a preoccuparsi. Sembrava quasi che stesse per avere un crollo nervoso… fece una corsa nella stanza dove trovò il cantante con le mani nei capelli; se li stava quasi tirando per trattenersi.

“Jeff ti prego rispondi tu…”

Izzy iniziò a preoccuparsi seriamente. Se Axl lo chiamava con il suo vero nome, era davvero una situazione limite… alzò la cornetta e rispose.

“Pronto?”
“Passami Bill.”

Cazzo. Quella voce la riconosceva, sì. Era il padre di Axl… ora capiva perché.

“Mi dispiace, non è disponibile.”
“Isbell, non dirmi balle. Ci ho parlato prima, lo so che c’è. Passamelo.”
“Per lei non c’è. Buonasera.”

Poi attaccò senza dargli il tempo di rispondere e si voltò di nuovo verso Axl.

“Grazie. Non ci resistevo più, ma dovevo rispondere nel caso fosse qualcun altro.”
“Ma non preoccuparti, non è stato niente.”

Izzy guardò meglio Axl. Era seduto su una sedia nell’angolo opposto al telefono, vicino al materasso per terra che faceva da letto, e anche se avrebbe preferito negarlo, si vedeva che era tremendamente giù. Si avvicinò tenendo la busta dietro la schiena e andò a chinarsi di fronte alla sedia.

“Ehi, cosa voleva?”

O ne parlava adesso, o diventava intrattabile per le due settimane seguenti, e non doveva succedere, specialmente quel giorno. Per fortuna che l’aveva trovato nel momento in cui non si sarebbe fatto troppi problemi a sfogarsi, ormai conosceva i suoi meccanismi da anni, e diamine, doveva tirarsi su, perché altrimenti la fatica di quel pomeriggio sarebbe stata inutile.

“Ma niente, le solite cazzate, diceva che avevo ancora una possibilità di salvarmi l’anima, cioè di tagliarmi i capelli e tornare a Lafayette a confessarmi e trovare una ragazza e un lavoro serio, insomma, quello che mi diceva sempre quando stavo ancora lì… porca puttana…”
Si passò una mano sulla faccia con uno scatto. L’ultima cosa che voleva era sembrare una ragazzina di fronte a qualcuno. Certo, di fronte ad Izzy non aveva senso fingere, ma cavolo, si è mai visto un cantante rock serio che faccia di queste cose?

Izzy dal canto suo decise che era arrivato il momento.

“Ehi, c’è una cosa che dovrei darti.”
“Darmi? E perché mai?”
“Non credere che io non sappia che giorno è oggi.”

Axl tirò su la testa facendogliela vedere completamente per la prima volta. Aveva gli occhi verdi lucidi, delle ciocche rosse che gli ricadevano scomposte sul viso e un’espressione di puro stupore.

“Cosa? Ti sei ricordato…?”
“Pensavi che non l’avrei fatto?”
“Credevo che te lo fossi scordato, ma figuriamoci.”
“Credevi male.”

Poi prese la busta e ne tirò fuori un pacchetto avvolto in carta da regalo rossa.

“Purtroppo non avevo abbastanza soldi per farti qualcosa di meglio, ma penso che potrebbe piacerti…”
“Fi… figurati, qualsiasi cosa è già troppo…”

‘Niente sarebbe mai troppo per te’, pensò il chitarrista, ma non lo disse. Ancora non era finita. Axl iniziò a scartare lentamente il pacchetto e ne tirò fuori il contenuto, tenendolo tra le mani.

“Ma è bellissima… non avresti dovuto, davvero, non valeva la…”
“E stai zitto, vedremo ora se valeva o no. Ti… ti dispiace se te la metto io?”

Axl rimase abbastanza spiazzato a quella domanda, ma annuì con un cenno della testa. Perché non avrebbe dovuto? Izzy si alzò in piedi, andò dietro la sedia e si fece passare da Axl la bandana di microfibra rossa con i bordini verdi che aveva comprato quel pomeriggio. Era di un tessuto solido ma morbidissimo, e quei due colori gli sarebbero stati davvero bene, era sicuro. Axl appoggiò la schiena alla sedia chiudendo gli occhi e inclinando un poco la testa all’indietro, e alla vista di quelle labbra socchiuse Izzy dovette trattenersi con una enorme forza di volontà. Non era ancora il momento. Prese una spazzola dal comodino e diede una pettinata a quel mare rosso spettinato, e dopo aver piegato la bandana a triangolo poggiò la parte ampia di tessuto sulla fronte di Axl, per poi allacciare gli angoli sotto la nuca. Appena finito, prese uno specchietto dal solito comodino, l’unico specchio che c’era in casa oltretutto, e lo passò al cantante.

“Fatto.”

Gli stava davvero bene… Axl aprì gli occhi e si guardò nel riflesso. Cavolo, avere i capelli a posto era una strana sensazione, ma almeno era decisamente piacevole.

“Beh, grazie mille. Non dovevi buttarci dei soldi, davvero. Non ne vale la pena.”
“Ma non li considero buttati.”
“No?”
“Ma è il tuo compleanno, certo che no.”
“Figuriamoci.”
“Senti, ci sarebbe una cosa…”
“Cosa?”
“Ecco, non vorrei rovinarti la giornata…”
“Dopo avermela salvata? Dillo e basta.”
“Dirlo?”

Izzy girò intorno alla sedia, prese lo specchio dalla mano di Axl, lo rimise al suo posto, lo guardò in faccia, gli scostò con la mano una ciocca che non era riuscito a vedere prima e che era rimasta fuori dalla fascia e scese con la testa, posando un bacio leggero sulle labbra semiaperte di Axl, per poi ritrarsi e guardarlo in faccia, sperando che la reazione non fosse del tipo negativo.

Non lo era. Negli occhi verdi di Axl c’era solo stupore. Poi si portò una mano alle labbra sfiorandole leggermente. Poi alzò lo sguardo verso Izzy.

“Cosa intendevi con… questo?”
“Intendevo… intendevo…”

Scoprì di non riuscire ad articolare niente, e l’unica cosa che riuscì a fare fu chinarsi di nuovo su quelle labbra perfette per baciarle in maniera più approfondita, anche se non fu aggressivo. Se lo spingeva via… ma invece sentì un braccio intorno al suo collo, e poi Axl si alzò anche reggendosi a lui, aprì completamente la bocca e gli lasciò libero accesso, lasciandosi baciare; e dopo qualche secondo iniziò a rispondere, prima poco, ma poi in maniera sempre più ferma.

Dopo un paio di minuti si staccarono per forza di cose, ma Axl era piuttosto restio a lasciare la sua posizione, e appoggiò la testa sulla spalla di Izzy, vicino all’attaccatura del collo. Il chitarrista, da parte sua, gli portò una mano tra i capelli sistemandola meglio, e si lasciò sfuggire un piccolo sospiro di soddisfazione. Era andato tutto bene… almeno fino a quel momento. E poi sentì una voce da una bocca momentaneamente premuta contro la base del suo collo.

“Jeff?”

Izzy si lasciò scappare un piccolo sorriso. Niente da fare, oggi era davvero una giornata storica, non lo chiamava per nome da non sapeva quanto tempo, e gli faceva solamente piacere che lo facesse.

“Sì?”
“Perché? E… da quando…”
“Beh, da parecchio. Da anni, penso. E il perché…”

Tolse la mano dalla testa del cantante e gliela passò sotto il mento per guardarlo in faccia.

“Perché ti amo, Bill..”

Gli occhi di Axl si ingrandirono un poco per lo stupore. Izzy si aspettava un pugno perché l’aveva chiamato col suo nome vero, ma ebbe una reazione completamente diversa. Sentì un paio di labbra pericolosamente vicine alle sue, dalle quali uscì la frase che aveva sempre sperato di sentire.

“Bene, Isbell, perché erano anni che ti volevo dire la stessa cosa.”

E poi quelle labbra dolci e morbide erano di nuovo sulle sue, e mentre Izzy si perdeva nelle sensazioni che gli stavano procurando, Axl riusciva solo a pensare che non poteva chiedere un compleanno migliore.



Story@janie_tangerineImage@_izu_
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Comments:
[User Picture]From: kiu22
2006-05-17 08:45 pm (UTC)
letta! molto molto bella davvero..scorre bene...è molto naturale nelle azioni (per quanto non conosco benissimo i soggetti) e anche l'idea mi piace parecchio...certo che sono proprio pezzenti XD
cmq il finale mi è piaciuto un sacco **
izu, il disegno è come al solito spettacolare, specialmente le mani di Axl e il viso di Izz °_°

ah.. scusami, unica nota "Poi si portò una mano alle labbra sfiorandole leggermente. Poi alzò lo sguardo verso Izzy." il poi ripetuto mi sembra pesante..e taglia troppo nettamente le due frasi, mi dà quest'idea..sorry ^^'


"doveva trovarlo, un buco" ...beh sì, il messaggio mi pare chiaro ma ho una bella notizia da darti.. di buchi ce ne sono pochi e in posti ben precisi, non è difficile XDD
(Reply) (Thread)
[User Picture]From: janie_tangerine
2006-05-17 08:51 pm (UTC)
Uh grazie mille ^^ eh le ripetizioni sono la mia dannazione, tento sempre di eliminarle ma mi sfuggono XD

E riguardo al buco... eh sì noto XDD non è difficile no XD
(Reply) (Thread)
[User Picture]From: kiu22
2006-05-17 09:07 pm (UTC)
cmq davvero.. complimenti! molto molto bella! *__*
come fai a sfornarne una al giorno solo tu lo sai, vero? complimenti.. no ma sul serio!! O_O

..x il buco più che altro ce l'avevo con Izzy ma cmq...XDDD
(Reply) (Thread)
From: (Anonymous)
2006-05-18 03:39 pm (UTC)
Sì, sta donna è l'ennesimo mistero insolubile O_O

...per il buco...uhm...beh, sì, si ha poca scelta effettivamente. Si è limitati, gente XD

e grazie, kiu ^^
(Reply) (Parent) (Thread)
From: (Anonymous)
2007-08-27 12:34 pm (UTC)

da izzygirl

no,no,nooooooooooooooooo!!!!!!!!! non puoi rovinarmi un mito!! izzy gay!?!?!?! di axl puoi farne quello ke vuoi ma izzy non me lo tocchi! povero amore mio...
(Reply) (Thread)
[User Picture]From: janie_tangerine
2007-09-04 10:16 pm (UTC)

Re: da izzygirl

mh... beh... se ne può parlare.... cioè sono opinioni ^^' cioè è una fic eh, mica nient'altro... e axl lo lascio volentieri a chiunque lo voglia, qui lavoro di fantasia e il disclaimer sta lì, il pair sta lì, se ti disturba tanto non leggere e via, o almeno lasciami qualche critica costruttiva che accetto sempre volentieri...

(sul commento dell'altra fic sorvoliamo..)
(Reply) (Parent) (Thread)